Progetto Educativo Asilo Nido

 "MI MUOVO... QUINDI SONO"

 

"Le idee più astratte, come quelle dello spazio

e del tempo, sono concepite attraverso il movimento.

Questo è dunque il fattore che lega lo spirito al mondo".

Maria Montessori, Il segreto dell'infanzia

 

Le educatrici intendono partire dal corpo-vissuto per un percorso formativo fondato non solo sulla parola ma anche su proposte a mediazione corporea, in quanto azione e movimento hanno un ruolo centrale nei processi di rappresentazione mentale.

Questo piano di lavoro mette al centro il corpo-bambino con una serie di attività  che sono vicine alle esperienze quotidiane del progetto pedagogico nido:

  • la ritualità che dà senso e significato all'azione;

  • il rapporto con sè e gli altri;

  • il rapporto con gli oggetti.

Le educatrici inoltre vogliono coinvolgere i bambini in una serie di attività atte a sviluppare la presa di coscienza del proprio corpo , del mondo che li circonda, dei fenomeni della natura e dell'interagire con gli altri.

Partiamo dal principio che l'educazione, la crescita del bambino, per arrivare a uno sviluppo armonioso e globale del suo essere, debba passare attraverso l'azione corporea.

Infatti, il bambino :

  • nel movimento sperimenta se stesso e i suoi limiti, superando i quali si afferma conquistando quella fiducia in se stesso che è presupposto per la sua autonomia;

  • nel movimento sperimenta il piacere senso-motorio, il contatto fisico con il suolo, gli oggetti, i compagni;

  • attraverso il movimento, continua l'esplorazione di ciò che gli sta intorno, appropriandosene con l'esperienza vissuta e creando i presupposti per la struttura del pensiero astratto.

Nel movimento si esplicitano e diventano coscienti le interazioni emotive con l'adulto e i compagni.

Le emozioni passano prima attraverso le attitudini corporee e le azioni, poichè la parola non è ancora un mezzo espressivo di cui il bambino è padrone.

Vi è interdipendenza tra motricità, affettività, e intelligenza : il movimento è il punto di partenza da cui ha origine lo sviluppo del ragionamento e quello del linguaggio.

Il progetto nido di quest'anno sarà suddiviso in tre aree :

 I° IL CORPO CHE SENTE

 II° IL CORPO CHE FA

 III° IL CORPO CHE CAMBIA

 

 I area:  " IL CORPO CHE SENTE"

Obiettivi:

  • Provare il piacere di toccare strutture gradevoli senza limiti di tempo;

  • Imparare a cogliere le sensazioni

  • Scoprire i materiali e le loro proprietà

  • Esprimere, attraverso l'azione sui materiali, lo stato emozionale del momento

  • Educare il senso dell'udito

  • Esercitare la memoria, l'espressione gestuale, corporea e verbale

  • Imparare a discernere i rumori dalla musica

  • Amare e apprezzare la musica

 

 II° area: " IL CORPO CHE FA"

Obiettivi:

  • Offrire una grande varietà di esperienze sensoriali.

  • Uscire per trovare i materiali

  • Osservare colori e forme, annusare odori dolci, gradevoli, nauseanti...

  • Usare gli alimenti per proporre attività psicomotorie, di sperimentazione, di matematica, di scoperta, di espressione plastica.

  • Scoprire nuove sensazioni e nuove potenzialità proprie del materiale impiegato

  • Vivere esperienze tattili quali: schiacciare, spargere, formulare disegni, forme con stampini

  • Permettere un esperienze tattili insolite e gradevoli, provando nuove sensazioni e utilizzando le mani come strumento di trasformazione della realtà e di creazione

  • Coordinare la gestualità

 

III° area: " IL CORPO CHE CAMBIA "

 ​Obiettivi:

  • Scoprire il proprio mondo e la propria identità

  • Creare situazioni di gioco motivanti e sorprendenti

  • Lasciare che i bambini facciano le proprie scoperte e che ognuno proceda con il proprio ritmo

 

L'indissolubile relazione tra mente e corpo, tra sentimenti e sensazioni costituisce una delle prime evidenze che si incontranoriflettendo sull'evento educativo soprattutto con i più piccoli.

E' proprio la centralità della dimensione fisica, corporea, dell'incontro, che avvia la comunicazione.

A partire dalla relazione fisica con gli altri impariamo a capire chi siamo.

Noi non abbiamo semplicemente un corpo, noi siamo il nostro corpo.

* Si ringrazia Michele Guarino per il contributo fotografico