Angolo Lettura: predisposto con scaffalature ad altezza di bambino e libri illustrati, sonori, da leggere con l’educatrice o da guardare in autonomia, approcciandosi per la prima volta al libro in maniera ludica. In questo spazio è presente anche il cartellone delle presenze: ogni mattina, ci si mette in cerchio sui cuscini o sulle seggioline, insieme all’educatrice e viene fatto “Il gioco del chi c’è”. Attraverso questa attività si vogliono raggiungere alcuni obiettivi fondamentali nel percorso di formazione dell’identità del bambino e nel rapporto con il mondo che lo circonda come ad esempio sviluppare la conoscenza di se stessi e degli altri riconoscendo il proprio compagno, cercandolo nello spazio intorno a sé, orientarsi, adottare comportamenti adeguati al tipo di situazione o di luogo nel quale si trova, riconoscere e individuare relazioni topologiche (lontano da, vicino a), favorire la relazioni di gruppo e quindi consolidarlo, aspettare il proprio turno, coordinare movimenti e gesti, acquisire capacità simboliche.

 

Sezione Nido

Lo spazio dei più piccoli (modulo 0/3) è stato così organizzato

Angolo senso-motorio (Psicomotricità): attrezzato con oggetti-giocattoli di colore vario, forme e dimensioni diverse, materiali differenti (stoffa, plastica, gomma piuma…), consistenza diversa (morbido, duro, rigido, flessibile), tessitura diversificata, sensazioni termiche e sonorità varie (caldo, freddo…). Lo spazio è funzionale alla prima accoglienza e deambulazione, al movimento, al gioco (ad esempio: la vasca delle palline è il luogo privilegiato per l’ingresso in sezione!)

Angolo della Casa: attrezzato con piccoli arredi di cucina, stoviglie, lavatoio, tavolo, sedie, specchiera, lettino per le bambole ed oggetti d’uso quotidiano. Questo spazio è funzionale al gioco simbolico, al “far finta di…”, imitando i gesti familiari della casa.

Angolo dei Travestimenti: attrezzato con specchio, contenitori con vestiti, borse, cappelli. Spazio che si rende funzionale al bisogno di socializzazione: inoltre il bambino può osservare il proprio corpo, così da rinforzare il concetto di identità e conoscenza di sé.

* Si ringrazia Michele Guarino per il contributo fotografico